Trattamenti olistici anche per i nostri amici animali

Ho avuto in passato esperienze su cani e gatti di amici e parenti ed altri animali bisognosi.

 

 

 

 

 

Rex

Mi sono presa cura di un pastore tedesco, preso in adozione da un cascinale nelle campagne torinesi, ed ora ho adottato un meticcio proveniente da un canile della Puglia. Il pastore tedesco si chiamava Rex, come il commissario Rex della serie televisiva. Il cane è rimasto con noi per tredici anni. Il mio amico peloso ha sofferto negli ultimi anni e precisamente dagli undici anni in poi di displasia dell’anca. Assieme alla veterinaria che ci suggeriva integratori e antinfiammatori omeopatici o naturali a cicli periodici, mi sono presa cura del nostro amico avvalendomi delle tecniche olistiche. Ho incominciato a trattarlo specialmente sulle anche spesso e per due anni fino a quando ci ha lasciato a tredici anni a causa di una torsione allo stomaco tipica in certe razze e soprattutto mortale per quell’età. Grazie ai trattamenti di pranopratica sono riuscita a non far si che la patologia alle anche degenerasse. Chi lo vedeva durante la passeggiata non credeva che il cane avesse dodici anni per la vitalità che aveva e non si accorgeva della sua patologia alle anche. Noi ci accorgevamo di questo quando si alzava o si abbassava da e verso terra o quando correva facendo delle curve in un tragitto non diritto. Rex provava meno dolori. Lui non era un cane affettuoso, ci voleva molto bene era la nostra ombra quando eravamo in giardino con lui, ma non era uno che elargiva spontaneamente bacini ed altro. Da quando lo trattavo ha incominciato a leccarmi sulle mani, a cercarmi e a sedersi vicino a me in giardino e a propormi la parte posteriore del corpo chiedendomi aiuto. Fare pranopratica agli animali è diverso che non agli uomini. Loro sanno esattamente quando staccarsi da noi durante il trattamento e a volte anche occorre poco tempo perché sono molto istintivi e reattivi più di noi.

 

Fabietto

Dopo la morte di Rex abbiamo voluto adottare un altro cane togliendo un’anima bisognosa da un canile. Dopo poco tempo ci è arrivato un meticcio tricolore dalla Puglia, Fabietto, magro, malato e soprattutto senza una famiglia che gli donasse affetto. Questo cane di dimensioni più piccole rispetto al primo vive in casa con noi. Il cane si è mostrato subito spaventato, non facile alla socializzazione con persone o suoi simili, non camminava fuori casa, non emetteva gemiti, non abbaiava. Oltre alle cure della veterinaria ovviamente, ho praticato al cane inizialmente la pranopratica e gli somministravo i fiori di bach preparati dalla farmacia. Dopo otto mesi di cure e duro lavoro il cane ha incominciato a far veder il proprio carattere e a fidarsi di più di noi.  Il cane cambiava sempre di più giorno per giorno. Ultimamente gli eseguo anche altre tecniche olistiche come cranio sacrale, riflessologia e tecniche manuali olistiche certo in termini ridotti rispetto alle nostre esigenze e vastità di superficie, ma l’intenzione nel praticare queste tecniche non varia sia che si tratti di uomini o animali.

 

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