Cristalloterapia

Accolgo le persone nel mio studio a Concorezzo, le faccio accomodare sul lettino, sentire a proprio agio e rilassare. Si analizzano le pietre che potrebbero aiutare la persona, le pongo sul corpo e si lasciano agire per circa trenta minuti. Si utilizzano  pietre e cristalli per diversi tipi di trattamento volti anche a riequilibrare i sette chakra più importanti del nostro corpo eterico (comunque volevo sottolineare che anche altre tecniche olistiche mirano a riequilibrare i sette chakra portando all’armonizzazione). E’ interessante percepire le diverse sensazioni che ci forniscono le varie pietre. Ci accompagna una musica di sottofondo rilassante. Si possono effettuare trattamenti  di cristalloterapia assieme alla pranopratica o reiki. Con questo trattamento vi sentirete in armonia con voi stessi, rilassati e percepirete uno stato di completo benessere. Questi trattamenti olistici coinvolgono la parte più intima e profonda di noi stessi, concorrono al cambiamento interiore, stimolano i processi di autoguarigione, portano al rilassamento, al riequilibrio di mente e corpo e all’armonizzazione, ridonano vitalità.

Attestato Cristallo e pietre- ottobre 2009 - I° liv.- Paola Maggioni

Attestato Cristallo e pietre I° liv. – ottobre 2009

Attestato Cristallo e pietre II° livello- novembre 2009- Paola Maggioni

Attestato Cristallo e pietre II° livello- novembre 2009

Attestato Cristallo e pietre III° livello- novembre 2009- Paola Maggioni

Attestato Cristallo e pietre III° livello- novembre 2009

Cos’è la cristalloterapia

La cristalloterapia riporta il benessere della persona mediante l’uso di pietre e cristalli, che interagiscono con il campo elettromagnetico delle persone riequilibrandolo e ristrutturandolo. Come altre tecniche olistiche, le pietre sono state utilizzate da culture tradizionali in tutto il mondo da lungo tempo.

Esempio di trattamento di Cristalloterapia pietre base sul corpo e cristallo ialino intorno ad esso

Esempio di trattamento di cristalloterapia cerchio ovale con le pietre

Cosa sono i chakra, loro definizioni e caratteristiche

Charles Webster Leadbeater, era un pastore inglese, nato nel 1847, che andò in India. Si considera il paese India perché la sua tradizione filosofica ha da sempre accettato l’interazione del corpo con il pensiero. In questo paese praticò lo yoga, studiò con l’aiuto di un guro e sviluppò capacità di chiaroveggenza. I suoi interessi erano rivolti alla composizione interiore dell’uomo e del mondo cosiddetto soprannaturale. Nel 1927 fu pubblicato il suo libro, intitolato “I chakra”. Leadbeater sosteneva che l’essere umano non è composto di un corpo fisico e della sua anima, ma l’anima è la parte più vasta dell’essere umano presente in diversi corpi. La parte visibile è il fisico, la parte invisibile sono i corpi sottili come il corpo eterico, astrale e causale che svolgono un ruolo importante durante la vita dell’uomo. Infatti, mantengono in armonia la sua omeostasi e gli consentono l’accesso alle dimensioni spirituali superiori.

L’eterico è una materia invisibile: attraverso di esso scorrono le onde energetiche del pensiero, dell’azione e dell’emotività che derivano dal corpo astrale per entrare nella materia fisica più densa che vengono recepite dal cervello. Per un chiaroveggente il corpo eterico si può visualizzare come una nebbia poco luminosa di color grigio-viola, che penetra nel corpo e lo avvolge all’esterno. E’ proprio questo che può percepire un pranopratico. L’energia si consuma e il corpo fisico si stanca. Di conseguenza, per “ricaricarsi” occorre nutrirsi. Il nutrimento proviene dal cibo, dall’aria e dalla vitalità naturale. Quest’ultima consiste in una forza invisibile che si trova a tutti i livelli dell’universo. Nel corpo fisico si identifica con il corpo eterico. Il compito di quest’ultimo è quello di mantenere un contatto con il corpo fisico mediante il collegamento fra i centri invisibili, definiti chakra. Questi ultimi sono centri di energia che sono presenti sulla superficie del corpo eterico, che si trova appena oltre il corpo fisico e canalizzano l’energia tra il corpo fisico e il corpo astrale.  In altre parole l’uomo assorbe l’energia pranica  dall’universo e questa mediante  i centri di forza  ( i chakra) si diffonde nel nostro corpo, alimentando di energia vitale il nostro essere. Quando non sono del tutto sviluppati, appaiono come dei cerchi poco luminosi del diametro di cinque centimetri, ma poi una volta attivati prendono le sembianze di vortici focosi. In ogni individuo essi non sono presenti nella stesso modo.

 

I chakra, sembrano fiori il cui stelo germoglia  da sette specifici punti presenti sulla colonna vertebrale, da cui si dividono i collegamenti nervosi del sistema simpatico e parasimpatico con gli organi. L’energia in questi sette ciakra è continuamente in movimento ed è spinta dalla forza vitale, che appare diversa in ognuno di essi. Leadbeater li vedeva multicolori e molto vivaci e li ha fatti rappresentare in questo modo.

In riferimento alla loro posizione, Leadbeater li ordina in maniera diversa dalla rappresentazione indiana , in quanto sembra che sia stato influenzato dalla Theosophia practica di Gichetel, un mistico tedesco che fu in grado di visualizzare i centri spirituali dell’uomo.

 

I chakra sono divisi in settori chiamati “petali”: il numero di questi ultimi è specifico per ogni chakra secondo (pensa l’autore) la loro velocità di movimento.

Considerazioni generali sui chakra, loro forma, posizione, correlazioni con gli organi e loro funzioni

Noi siamo presenti in un corpo, ci emozioniamo e cerchiamo di utilizzare la ragione.

L’emotività viene espressa tramite il movimento nel corpo. La ragione, apparentemente, è presente nel cervello ed è controllata dalla coscienza. Dove si trovi quest’ultima non ne siamo a conoscenza.  La vita viene identificata come un processo di trasformazione e di movimento. Quest’ultimo è di espansione (evoluzione) e di contrazione (involuzione) così come il respiro. Il prana è l’ energia vitale. Le nadi sono canali lungo le quali scorre l’energia pranica. Gli yogi indicavano con questo termine l’energia che passa nella spina dorsale dal Cielo alla Terra (nadi lunare, denominata Ida, che scorre alla parte sinistra della colonna vertebrale) e dalla Terra fino al Cielo (nadi solare, chiamata Pingala, che scorre alla parte destra della colonna vertebrale). Al centro scorre un’energia unica detta Sushumna. Queste energie sono sottili e invisibili e hanno i loro corrispondenti nel sistema nervoso, cioè nel sistema nervoso vegetativo (Suschumna), simpatico (Ida) e parasimpatico (Pingala). Questi tre sistemi partono dal primo chakra, o radice, e si giungono unendosi nel sesto chakra sopra gli occhi.

Il corpo tramite la trasformazione del cibo rimane in vita. Durante la digestione il cibo si trasforma, le molecole si insediano nelle cellule che cambiano continuamente e si crea energia invisibile. Le nostre cellule cambiano cinque volte in una vita di settantacinque anni. Nel corpo l’energia si esprime in movimento e in questo modo diventa “indirettamente visibile”. Invece, l’energia dell’emozione che è più sottile, si esprime come calore nel corpo. Inoltre, nella sequenza del pensiero allo stato puro, è contenuta un’energia ancora più sottile, che non è né calda né fredda. Come il corpo va nutrito così anche l’emozione e l’intelletto. La necessità di nutrirsi è presente in tutti i livelli: il nutrirsi a livello fisico si fonda sul principio istintivo; il cibo per la mente deriva da idee e impressioni. Per aiutare il lavoro di organizzazione mentale diamo una logica alle idee o alle impressioni seguendo alcuni principi basilari. Questi principi li troviamo negli elementi della materia, cioè: in primo luogo dobbiamo considerare la terra, la materia più densa; poi l’acqua che è visibile e non ha una forma propria, in quanto prende la forma del contenitore o del luogo dove è presente; terzo elemento il fuoco, si vede, ma si tratta di un processo di trasformazione; infine l’aria che c’è, ma non si vede.

Nella psicologia occidentale si tende a considerare il sistema nervoso diviso in tre sezioni o parti, che a loro volta corrispondono ad attività diverse gerarchicamente ordinate e a fasi mediante le quali è avvenuta la stessa evoluzione degli esseri viventi, cioè: la prima parte è il tratto spinale, compresi i centri bulbari, che rendono possibile la vita vegetativa; la seconda il cerebellum; la terza é quella che è formata dai centri corticali degli emisferi, le loro connessioni e il sistema limbico, da cui deriva l’intelletto. La psicologia dei chakra, invece, considera un campo più vasto, cioè l’evoluzione spirituale, sia individuale che universale e tutto ciò che ne deriva per la propria energia e salute. Tutto questo avviene tramite lo sviluppo della personalità che si divide in diversi stadi psicologici, influenzati dal momento storico, sociale e personale. In India, questi stadi psicologici sono stati descritti dai maestri,  attraverso i sistemi yoga. Invece, in Occidente dallo psicologo Erik Erikson. Ogni stadio di crescita è distinto dall’espressione più alta dello sviluppo tipico in quel periodo. Ogni chakra rappresenta un tipo di energia che fa da sostrato a ogni periodo di sei/sette anni. Durante la giornata, i chakra sono tutti presenti, così come le varie componenti della nostra personalità. Occorre considerare che il nostro umore è fondamentale per la riuscita delle nostre azioni. Il sistema nervoso è il primo a reagire ai nostri stati d’animo, consci o inconsci. Il sistema nervoso possiede una gerarchia, cioè tutto ruota attorno alla ricerca dell’equilibrio, denominato omeostasi, che una volta raggiunto, infonde un senso di pace. Anche se ogni nervo è connesso direttamente dal cervello all’organo preposto, in certi punti i nervi sono raggruppati nei cosiddetti plessi, di cui il plesso solare è il più conosciuto.  L’attività di questi plessi influenza tutti gli organi ad essi collegati. Per esempio: il plesso solare è annesso al fegato, allo stomaco, all’esofago, al pancreas, al duodeno e all’intestino crasso, che a sua volta è collegato con il plesso che connette reni, uretra e utero. Il termine chakra in sanscrito vuol dire “ruota che si muove” o disco, simbolo del movimento ciclico.  I chakra più noti sono sette. Chi sviluppa la sua sensitività può ascoltarli con le mani. I chakra, sono in definitiva dei centri di forza, centri di trasformazione, di scambio di varie energie tra il mondo materiale, cioè il corpo ed il sistema nervoso, e il mondo immateriale, come il pensiero e gli stati d’animo. Sono punti di contatto che la mente ha con le varie parti del corpo. Possiamo immaginarli come dei vortici di energia sottile, cioè come dei conduttori di energia. Ogni “ruota” porterà la sua energia alle altre ruote e “roteando” essa catturerà le energie che si trovano attorno a noi, arrivando ad essere il maggior “interprete” delle informazioni esterne, di ogni tipo. Quanto più forte è il legame tra i vari chakra, tanto più questi ultimi “ruotano” in equilibrio. Quanto più stabile è l’equilibrio tanto più grande sarà il vortice che migliorerà la nostra armonia e la nostra consapevolezza. Questa energia è in contatto diretto con il sistema nervoso, da cui parte e si divide l’energia in tutto il corpo. I chakra  sono presenti lungo la spina dorsale, ma la forma circolare dei chakra fa in modo che essi siano percepiti sulla parte esteriore del corpo. Così sono presenti sia dentro che fuori dal corpo. Tutte le energie mosse dai vortici dei chakra si riflettono nella aura o campo elettromagnetico. Quest’ultima è formata da tanti tipi di energia che tutti noi possiamo percepire.

Ogni chakra ha un suo posto specifico nel corpo, una particolare funzione fisica e psicologica. Freud ha ripartito lo sviluppo del bambino in una serie di fasi: orale, anale, fallica e genitale. Queste sono presenti nelle funzioni dei chakra. Freud si è fermato però al quarto chakra, cioè la fase genitale. Erikson ha scoperto altre fasi di sviluppo,fino alla tarda età, tuttavia senza elaborarle e connetterle agli altri aspetti della vita.

Motoyama oltre ad essere uno scienziato giapponese fondatore dell’Istituto per religione e parapsicologia é un sacerdote shintoista. A cinque anni, si avvicinò ai sistemi yogici e alla meditazione nei templi. Le sue esperienze lo hanno convinto dell’esistenza dei chakra e quando è diventato uomo di scienza ha costruito alcuni strumenti per rilevare l’energia creata ed emessa dal corpo e dagli organi: uno di questi strumenti è l’Ami che è utilizzato per misurare la condizione funzionale dei meridiani e degli organi  interni ad essi correlati. L’Ami, in definitiva, calcola la resistenza della cute prima e dopo la somministrazione di corrente continua nei punti terminali dei meridiani, che sono presenti vicino alle unghie delle mani e dei piedi. Secondo la teoria dell’agopuntura in questi punti entra ed esce l’energia che viene denominata Ki. Una serie di esperimenti compiuti su oltre duemila persone hanno dimostrato che il valore della resistenza della cute è correlata a quella della corrispondente organo. In tal modo si sono rilevate corrispondenze tra:

  1. il muladhara-chakra e i plessi nervosi dell’osso sacro e del coccige;
  2. lo svadhishthana e il manipura-chakra con la digestione e l’intestino;
  3. l’anahata-chakra e l’apparato circolatorio;
  4. il vishuddi-chakra e i gangli cervicali e la respirazione;
  5. l’ajna-chakra e l’ipofisi, il sistema nervoso autonomo e il metabolismo ormonale;
  6. il sahasrara-chakra e la corteccia cerebrale, il sistema nervoso centrale, gli organi e i tessuti di tutto il corpo.

Così facendo Motoyama ha dimostrato la presenza di campi elettro-magnetici fuori del corpo.

 

Estratto da:

  • “Chakra” di M. Margaretha Mijnlieff Xenia edizioni dicembre 1992
  • “Guarire con l’energia delle mani Equilibrio fisico e pranoterapia” di Valerio  Sanfo ed. RL Gruppo Editoriale  srl marzo 2008
  • “ABC della PRANOTERAPIA manuale pratico di Elena Pagliuca e Orazio Sanseverino Accademia A.MI UNIVERSITY ed. Vegor Internazionale srl febbraio 2004